GeVi Napoli Basket, coach Sacripanti: «Ho sempre amato questa città»
L'allenatore dei partenopei ci crede: «Vorrei che tra qualche anno ci fossero dei napoletani in Serie A e che fossero stati educati da me».

8 novembre 2019



Il coach della Generazione Vincente Napoli Basket, Pino Sacripanti ha illustrato le ragioni che l'hanno spinto ad approdare all'ombra del Vesuvio: «Ho incontrato una società che aveva le idee chiare e mi ha proposto un progetto con obiettivi precisi - ha dichiarato a Il Mattino -. Ho sempre amato questa città. Mi piace la libertà della cultura partenopea. La prima volta sono venuto per andare sulla tomba di Totò. Sono contento di allenare a poca distanza dai luoghi di Edoardo Bennato, che amo molto. Vorrei che tra qualche anno ci fossero dei napoletani in Serie A e che fossero stati educati da me». Su questo basket in cui si tira sempre da tre: «I giocatori rimangono poco nelle squadre, girano tanto e cercano di mettersi continuamente in mostra. Credono più ai procuratori che a chi insegna. Il sistema è sbagliato. Negli States c'è un processo che funziona con tre sport negli anni cruciali. Poi, c'è un affinamento con la scelta definitiva. Ho a che fare con tanti giovani e penso che vogliano le regole, la disciplina e qualcuno che gliele dia. Non ricordo con odio i professori severi, ma quelli ingiusti. Bisogna dire ai ragazzi che fare. Invece, li bombardiamo di non».

«Il calcio mi dà la metà delle emozioni del basket»

Il tecnico canturino ha parlato del proprio rapporto con il calcio: «Sono andato a vedere la partita di Champions League contro il Salisburgo. Di Carlo Ancelotti mi piace la forza con la quale riesce a rimanere umano anche nel caos. A Milanello andavo ad assistere agli allenamenti di Massimiliano Allegri. Ad Avellino discutevo con Attilio Tesser di diagonali e sovrapposizioni. Però, il calcio mi dà la metà delle emozioni del basket».

Foto di Carlo Falanga

© Riproduzione riservata


Nessun commento ancora

Lascia un commento